martedì 15 luglio 2008

CORSA IN MONTAGNA: La campionessa Europea Elisa Desco si racconta


Da bella promessa del podismo azzurro, la cuneese Elisa Desco è ora la punta di diamante della nazionale italiana di corsa in montagna. Vincitrice del campionato europeo senior, andato in scena sabato scorso nella suggestiva località tedesca di Zell Am Harmersbach, la ventiseienne atleta di Paesana ha dimostrato sul campo che l’impegno e gli allenamenti pagano: “Ho iniziato a correre nel 1994 seguendo le orme di mio padre e mio fratello – ci ha confidato -. La mia prima gara è stata la non competitiva del paese, la Strapaesana. In quell’occasione fui notata da Silvana Cucchietti, all’epoca allenatrice dell’US Sanfront. Ho quindi cominciato ad allenarmi e l’inverno successivo ho corso il primo cross. Sarà che di far fatica non ne avevo una gran voglia, ma inizialmente non vedevo grossi risultati. I primi piazzamenti degni di nota li ho centrati nel ’97 con due secondi posti ai criterium cadetti individuali e a staffetta. A quel punto ho cominciato a provarci gusto”. Da alcune stagioni vesti la canotta dell’Atletica Valle Brembana. Cosa ti ha spinto a cambiare? “Il Sanfront è una società piccola ed ero rimasta l’unica senior. Ho quindi deciso dimettermi in gioco per capire il mio effettivo potenziale. Il confronto con compagne di club di indiscusso valore mi ha sicuramente fatto bene. Il lato negativo della cosa è stato abbandonare una provincia e una terra alla quale sono molto legata”. Vivere lontana da casa per inseguire i propri sogni, infatti, non è cosa facile. Se con il senno di poi i risultati stanno premiando questa tua scelta, inizialmente non hai mai avuto dubbi o ripensamenti? “Molte volte, ma fortunatamente ho sempre avuto il sostegno del mio ragazzo (Marco De Gasperi). Non fosse stato per lui la lontananza da casa sarebbe stata ben più drammatica. Sentivo e sento molto la mancanza dei genitori e della famiglia, ma ho voluto provarci e il risultato di sabato mi sta dando ragione. Dimenticavo, questo titolo europeo lo dedico a mamma e papà”. Ultima domanda. Come vedi il movimento in rosa? In giro ci sono giovani di talento? “L’età media è davvero molto alta; molte ragazze dopo la categoria juniores abbandonano e ciò contribuisce a mettere in crisi il settore femminile. In Italia Maria Grazia Roberti e Vittoria Salvini stanno correndo forte, ma non dureranno in eterno. Io non penso di essere un talento, ma coniugando allenamento, passione ai consigli di un grande campione sono riuscita a conquistare un titolo europeo. Il mio consiglio, quindi, è non mollate!!!”

SKYRUNNING: E' scatta l'ora degli SkyGames


Non sarà la sola Pechino, quest’estate, ad esporre i cinque cerchi olimpici. Anche il Trentino e la Val di Fassa, infatti, avranno le loro Olimpiadi. Si tratta degli Sky Games, le Olimpiadi d’Alta Quota, organizzate quest’anno dal comitato della Dolomites Skyrace di Canazei sotto l’egida della FSA (Federation for Sport at Altitude) ed in programma dal 18 al 20 luglio prossimi a Canazei. Quando si dice salire sul tetto del mondo, nel vero senso della parola. Più di 600 atleti, provenienti da oltre 20 nazioni, si sfideranno infatti nelle 4 discipline previste dall’evento, il quale metterà in palio ben 10 titoli di campione del mondo, per un totale di 30 medaglie. Titoli da conquistare scalando le vette dolomitiche della Val di Fassa, con i vincitori a salire – come si diceva - proprio sul tetto del mondo. Quattro le gare in calendario, ovvero Vertical Kilometer, SkyBike e SkySpeed, con la chiusura affidata all’11.a edizione della Dolomites Skyrace, la classicissima dello skyrunning chiamata ad apporre il sigillo finale sulla manifestazione. Una gara, quest’ultima, che conta ad oggi già 480 iscritti, col limite massimo dei 650 concorrenti destinato ad essere raggiunto entro la fine di questa settimana. Si prospetta, dunque, una chiusura anticipata per la gara fassana, pronta a celebrare un altro successo, davvero olimpico. Sono 15, finora, le nazioni rappresentate al via (numero destinato a crescere ulteriormente), ovvero Italia, Spagna, Gran Bretagna, Austria, Germania, Russia, Andorra, Grecia, Svizzera, Francia, Repubblica Ceca, ma anche Stati Uniti, Australia, Nuova Zelanda e Giappone. Successo a livello di partecipazione, in quanto si corre dritti verso il record (l’anno scorso erano 550 i partenti), ma anche a livello di qualità della stessa, con tanti grandi nomi al via ed altri che potrebbero aggiungersi nelle prossime ore. (Foto e Fonte Newspower)

lunedì 14 luglio 2008

TRAIL: Tagliaferri vince il Valdigne


Massimo Tagliaferri, firma prestigiosa apposta all’albo d’oro della seconda edizione del Gran Trail Valdigne, la gara che si è snodata lungo la valle del Monte Bianco. 10 ore, 19 minuti e 26 secondi ber bersi tutti d’un fiato 87 km con 5.100 metri di dislivello di salita, altrettanti di discesa in condizioni a dir poco critiche di tempo. Partenza sotto la pioggia, poi schiarite, addirittura il sole, poi ancora pioggia battente, tuoni e fulmini, infine la gioia di piombare sul traguardo di Courmayeur e il Gran Trail Valdigne è suo! È di Mandello del Lario il vincitore, che ha corso col cuore oltre che con la testa, frenando la sua smania di correre nei primi 30 chilometri (da sommare ce n’erano altri 57!) anche se davanti l’argentino Pablo Barnes sembrava reggere alla grande il ruolo di leader. Ma quando lo scollinamento del Col Fetita (2.693 m.), secondo colle della giornata, era alla fine, l’argentino ha sentito il fiato sul collo di Tagliaferri e di Flavio Gadin che insieme avevano costruito la rimonta, alternandosi nei cambi. Una gara che ha visto uno sconquasso nel gruppo dei migliori già al primo passaggio in quota, sul Col Licony a 2.670 metri, dopo soli 8 chilometri dal via. Alle spalle dei tre si è subito infilato l’atteso campione di questa disciplina, Marco Olmo, il vincitore della passata edizione. Selezione netta sul primo colle anche tra le donne, con l’argentina Virginia Oliveri che ha allungato sull’americana Kim Gaylord. E mentre i più allenati sul percorso lungo transitavano a La Salle, i migliori del percorso “corto”, quello di 45 km e 2.400 m. di dislivello positivo, costruivano il podio. Il primo a tagliare il traguardo era Paolo Vierin che nell’ultima salita riusciva a beffare Massimo Junod e per il terzo posto si candidava Guido Aiazzi. Il tempo di Paolo Vierin costituisce così il nuovo riferimento, 4h36’34. Tra le donne era lotta tra le due valdostane Marlene Jocallaz e Claudia Titolo, le quali hanno relegato la canadese Chloe Lanthier al terzo posto. La gara degli “ironmen” dopo La Salle scivolava velocemente verso Morgex, Pré San Didier e si arrampicava ad Arpy. C’era ancora il sole mentre gli appassionati attendevano i primi transiti ad Arpy, ma di colpo il cielo si è imbronciato e in quota scendevano i primi fulmini con tuoni fragorosi. La cronaca della gara nel frattempo registra il sorpasso di Gadin e Tagliaferri ai danni dell’argentino Barnes mentre Marco Olmo, prima di essere costretto al ritiro per problemi ad un piede, cedeva il passo a Fabio Varesco, Christian Doliana e Thoper Gaylord in grande recupero. Olmo, il mito del Trail, a Pré San Didier abbandonava la gara. Ad Arpy i distacchi si facevano più marcati: Tagliaferri staccava di 2’20” Gadin, addirittura di 7’33” Barnes mentre Gaylord transitava quarto a 17’20”. Per dare un’idea dei distacchi il quinto, Nico Valsesia, lasciava sul terreno 33’, Varesco 35’. (Foto e Fonte Newspower)

DOWNHILL: A Pila Milivinti contro tutti


Weekend tricolore a Pila, in Valle d’Aosta: protagonisti gli uomini “jet” del downhill, con la giornata di sabato 19 luglio riservata alle qualificazioni, mentre domenica 20 si assegneranno le medaglie. Tutti in gara sulla pista “Du Bois”, in cerca del titolo di campione italiano agli Assoluti di mtb-downhill, quest’anno assegnati proprio alla località valdostana, in passato protagonista anche in Coppa del Mondo (ospitò una prova di downhill e 4Cross di CdM nel 2005), circuito nel quale il comitato organizzatore - presieduto da Mauro Grange e con lo “storico” Corrado Herin (vincitore della CdM 1997) in qualità di responsabile tecnico - vorrebbe cercare di rientrare. Il campionato italiano, anche in quest’ottica, rappresenterà un appuntamento da non fallire per gli organizzatori valdostani, per quella che si annuncia una gara a dir poco interessante. Interesse che ruoterà principalmente attorno al duello al vertice tra il campione in carica, il padovano Alan Beggin (vincitore nel 2007 sia della categoria Under 23 che della assoluta) e Marco Milivinti, rispettivamente oro e argento dell’edizione 2007 degli “Italiani”, allora disputata in quel di Cortina. Il bronzo, invece, andò a Claudio Cozzi. Una sfida che si ripresenterà anche quest’anno, con un Milivinti che arriverà all’appuntamento tricolore carico come una molla, in quanto reduce dal brillantissimo quarto posto conquistato ai campionati europei di Caspoggio, disputati una settimana fa e vinti dal francese Florent Payet. (Foto e Fonte Newspower)

MOUNTAINBIKE: Marianna Longa Starter della Bike Transalp


Soltanto pochi giorni dividono gli oltre 550 team, provenienti da 40 paesi, dal via della undicesima edizione della Jeantex Bike Transalp 2008 che transiterà da Livigno il 22 e 23 luglio. Testimonial d’eccezione del passaggio dei biker sarà la livignasca doc Marianna Longa che darà il colpo di pistola del via alla tappa Livigno-Naturno. La mountain bike in Alta Valtellina torna quindi a fare notizia con il passaggio dell’undicesima edizione della Jeantex Bike Transalp, la durissima prova a tappe che, dal 19 al 26 luglio, vedrà più di 550 coppie di ciclisti sfidarsi dalla Baviera fino al Lago di Garda. Otto tappe per un totale di 660 chilometri e oltre 21500 metri di dislivello. Il gruppo arriverà a Livigno martedì 22 luglio al termine della quarta tappa che li porterà da Scuol, in Bassa Engadina, fino sulle rive dello Spoel per una frazione di 77,16 chilometri . Qui i ciclisti ripartiranno il giorno seguente, mercoledì 23 luglio, per la quinta tappa, la più lunga con una percorrenza di 122,24 chilometri , che guiderà i biker fino a Naturno in provincia di Bolzano. Ad accogliere la carovana dei biker nella giornata di martedì, ma soprattutto a dar loro il via il giorno successivo ci sarà Marianna Longa, l’azzurra di sci di fondo che si trova nel pieno della preparazione a secco nella “sua” Livigno, ma che ha già dato prova di una buona condizione, conquistando il secondo posto in Coppa del Mondo di skiroll a fine giugno a Piglio. (Foto e Fonte Cometa Press)

domenica 13 luglio 2008

CLIMBING: Per la prima volta i cinesi a Daone, ci saranno i leaders Zhong ed He


Per la prima volta allo Speed Rock… per essere subito protagonista. La rappresentativa cinese, infatti, sabato e domenica prossimi (19 e 20 luglio) farà il proprio esordio, con otto atleti, nella gara trentina di Daone, 4.a prova di Coppa del Mondo di arrampicata “speed”, organizzata dal gruppo di volontari guidato da Alessandro Togni. Gara che, per l’ottavo anno consecutivo (il sesto in Coppa del Mondo), animerà le pareti della diga Enel di Bissina, per quella che è, in assoluto, la competizione più dura dell’intero circuito: 25 metri di scatto in perfetta verticale, ricavati dalla maestosa muraglia della diga alta 80 metri. Una Cina che, in questo avvio di stagione, è riuscita a scardinare gli equilibri della Coppa del Mondo di arrampicata sportiva “speed”. Equilibri che, solitamente, rispondevano ad un marcato dominio russo. Sfogliando le classifiche, si può notare come al comando delle graduatorie del massimo circuito internazionale (sia di quella maschile che di quella femminile) ci siano due atleti cinesi, intenzionati ad issare la “bandiera rossa a cinque stelle” anche in cima alla parete della diga di Bissina. Vincere a Daone significherebbe consacrazione, in quanto trattasi di gara che difficilmente lascia spazio alle sorprese, come confermato da un albo d’oro che porta le firme dei vari Tomasz Oleksy (due volte sul gradino più alto del podio) e del vincitore della Coppa del Mondo 2007 Sergej Sinitsyn (tre successi per lui), mentre al femminile campeggiano i nomi di Olena Ryepko, Tatiana Ruyga e Valentina Yurina. Ma la classifica maschile, dopo tre prove, dice che al comando c’è il 19enne cinesino Qixin Zhong, sorpresa, seppur a metà. Vera sorpresa fu vederlo vincere l’anno scorso in terra spagnola il campionato del mondo “speed” davanti al venezuelano Manuel Escobar e al vincitore della sfera di cristallo Sergej Sinitsyn. (Foto e Fonte Newspower)

sabato 12 luglio 2008

CORSA IN MONTAGNA: Tutti i risultati delle gare tedesche


E' azzurra la nuova campionessa europea di corsa in montagna. Elisa Desco ha centrato questo pomeriggio, a Zell Am Harmersbach (Germania, Foresta Nera), su tracciati di salita e discesa, il risultato più importante di una carriera in continuo crescendo. Sugli 8750 metri della prova femminile (600 metri il dislivello complessivo), l'azzurra, dopo 40' minuti esatti di fatica, ha preceduto di 18" la francese Constance Devillers e di 48" la britannica Sarah Tunstall. Corre forte davvero, ma rimane giù dal podio, anche Mateja Kosovelj (Slo), all'arrivo quarta a 1'20". Dietro di lei, nell'ordine, Victoria Wilkinson (GBR), Bernardette Meier (Svi) e Isabelle Guillot (Fra). Nella classifica per Nazioni, Italia terza per un briciolo di punti alle spalle di Gran Bretagna e Francia: il merito alle brave Maria Grazia Roberti - ottava e in grande rimonta dopo partenza difficile - e Cristina Scolari, generosissima e tredicesima, con l'aggiunta del rammarico per una Vittoria Salvini costretta al ritiro.Al maschile (12850 metri - 800 metri di dislivello), l'Italia festeggia l'ennesimo oro a squadre, il quattordicesimo su quindici edizioni della rassegna continentale. A vincere la prova individuale, il turco Ahmet Arslan, che dopo Cauterets 2007 concede dunque il bis. Sul finale va a rimontare uno splendido Bernard Dematteis, che attacca con il cuore in mano sin dal primo dei tre giri del tracciato teutonico. Il gemellino della Valle Varaita sogna e fa sognare il colpaccio, ma il suo argento, all'esordio nella nazionale maggiore, vale comunque un'esagerazione. L'iridato Marco De Gasperi vive giornata meno felice di altre, ma stringe i denti e conquista un bronzo probabilmente costatogli più fatica di mille altre vittorie. Marco Gaiardo è invece sesto, dopo aver lottato sin quasi al traguardo con la sorpresa portoghese Jose Gaspar, quarto, e il francese Julien Rancon, quinto. Gabriele Abate parte forte, ma comunque tiene bene, chiudendo settimo. Nella classifica per Nazioni alle spalle dell'Italia, Spagna, Turchia e altre ventitre Nazioni.Tra gli juniores maschili è un festival turco: il solo gioiellino di casa Renè Stockert, poi quarto, prova a ficcare il naso in un podio dominato dal favoritissimo Hasak Pak davanti ai connazionali Alper Demir e Emrah Akalin. L'Italia è argento nella classifica per Nazioni - il massimo risultato auspicabile -, grazie soprattuto al sesto posto del valdostano Xavier Chevrier e al nono del bresciano Luca Re, buttatisi senza timori nella bagarre e alla fine premiati da risultati di peso. Il valtellinese Marco Leoni e il bellunese Luca Cagnati fanno a lungo gara di coppia, chiudendo poi in sedicesima e ventesma posizione. Tra le juniores femminili, vince la russa Mariya Bykova, davanti a Esra Gullu (Tur) e a Tatyana Prorokova (Rus). La Russia precede Turchia e Gran Bretagna, con le azzurrine quarte: undicesima è Clara Faustini, quattordicesima Sara Bottarelli, dopo gara in cui, ne siamo certi, hanno dato tutto quanto era nelle loro corde.