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giovedì 24 luglio 2008

ALPINISMO: Buone Notizie dal Nanga Parbat & K2


Oggi la giornata è cominciata al meglio: ho ricevuto la telefonata dall’Italia che Walter e Simon sono finalmente arrivati sani e salvi al CB del Nanga Parbat. Questa è un’ottima notizia e lo si deve soprattutto alle capacità alpinistiche e psicologiche dei due che hanno saputo resistere per quasi 10 giorni ad altezze elevate e provati psicologicamente da una grande sciagura quale è la perdita di un amico. BRAVI!! Non dimentichiamo però che la missione di soccorso è stata perfettamente organizzata da Agostino da Polenza e magistralmente condotta da due grandi come Gnaro Mondinelli e Maurizio Gallo. Quindi un ringraziamento doveroso anche a loro per tutto quello che hanno fatto e quello che hanno rischiato. La cosa che ciascun alpinista non deve mai dimenticare è che è la montagna a decidere chi far salire, chi lasciar ritornare e purtroppo chi portarsi via. Quindi,in questo caso, tutti noi dobbiamo essere “grati” al Nanga Parbat per averci ridato sani e salvi Walter e Simon. Intanto qui al CB la vita continua e tra un bucato e l’altro guardiamo con intrepida emozione il K2 che oggi sembrerebbe far capolino dalle nuvole: mentre vi scrivo, infatti, il tempo sembra si stia aprendo. Speriamo sia l’inizio della tanto famosa finestra di bel tempo. Incrociate le dita! Un abbraccio a tutti. Marco

martedì 22 luglio 2008

ALPINISMO: Confortola e Manni ancora bloccati dalla neve


Qui al CB continua a nevicare e le ultime notizie che posso darvi sono che io e Roby abbiamo finito l’ovomaltina e la nutella; d’altronde in questi giorni sempre uguali, spesso e volentieri, ammazziamo il tempo facendo continue merende. Sto cominciando a pensare che la sfortuna si sia accanita con noi: stanotte mi è addirittura sparito un paio di calze!!!!! Come vi avevo promesso oggi parlerò del mio socio d’avventura Roberto Manni che, come potete vedere dalla foto, sta comodamente alloggiato nella nostra tenda Troppo bella questa tenda mi direte, vero???? Infatti: la è stata scattata nella reception dell’albergo a Islamabad!! Roberto fa la guida alpina e il maestro di sci, è un grande appassionato di montagna e proviene dalla provincia di Brescia anche se, da diverso tempo, si è stabilito a Pinzolo. Nella località turistica trentina gestisce, con la rispettiva signora Lorella, il grazioso Hotel *** “Ai Mughi” dove, a fargli compagnia, c’è anche la piccola Carlotta. Alpinisticamente, ha già al suo attivo quattro Ottomila: Cho Oyo, Lhotse, Broad Peak ed Everest (quest’ultimo salito con l’ossigeno, nell’ultima parte a causa delle avverse condizioni meteo). E’ stato compagno di cordata di Ermanno Salvaterra (grande esperto di Patagonia) nell’apertura della via Infinito Sud sulla parete sud del Cerro Torre. Inoltre numerose altre spedizioni gli hanno permesso di acquisire la necessaria esperienza per essere un ottimo compagno di spedizione. Per il momento è tutto. Un saluto a tutti.Marco

sabato 19 luglio 2008

ALPINISMO: Confortola, se serve molliamo il K2


Oggi il mio fratellone di Himalaya (GNARO) è arrivato a Islamabad con Maurizio Gallo per tentare di dare una mano a Walter e Simon che, dopo la tragica perdita del compagno e capo spedizione Karl, stanno continuando a salire tra mille difficoltà sulla parete inviolata del Nanga Parbat per poter ridiscendere al Campo Base.Ieri, appena ho saputo della tragedia, ho chiamato sia Gnaro che Agostino per informarli che io e Roberto eravamo a completa disposizione per un eventuale tentativo di soccorso e siamo dispositi ad abbandonare senza indugio il nostro tentativo di salita al K2 per dare aiuto Walter e Simon. Considero questa scelta dolorosa ma altrettanto doverosa!!!!Credo nell’amicizia e sono convinto che in questa situazione lasciare tutto per aiutare degli amici in difficoltà sarebbe la cosa più giusta e logica.Vi chiedo di pregare in qualsiasi maniera per Walter e Simon e spero che lafortuna sia con loro perchè il bene piu prezioso che abbiamo è la VITA.

martedì 17 giugno 2008

ALPINISMO: Confortola ha nel mirino il K2


Sono tornato a casa ma per poco….. So che si è parlato molto di quanto abbiamo fatto lassù e so di aver fatto parte di una cosa molto importante, cosa che mi rende particolarmente orgoglioso. So anche che attraverso l’ottimo sistema di comunicazione degli organizzatori di Share Everest avete ricevuto costantemente notizie, foto e filmati. E’ per questa ragione che non avete più ricevuto notizie attraverso il mio sito: ci saremmo inutilmente sovrapposti e ben difficilmente avrei potuto eguagliare la loro tecnologia ed efficienza!! E’ stata una bellissima esperienza, importante per il significato che ha avuto. Certo, vi confesso che mancare la cima mi è dispiaciuto, mentirei se non lo ammettessi. Essere arrivati sin lì, aver aspettato così a lungo, aver montato la stazione meteorologica e non riuscire ad arrivare in cima mi ha lasciato un pò di amaro in bocca, ma posso assicurarvi che ho fatto tutto il possibile. Ci ho provato ma ho capito subito che era impossibile e troppo rischioso. Per me, alla fine, è più importante tornare e casa. E poi queste esperienze non sono mai vane, anche se manca il raggiungimento dell’obiettivo finale. Si cresce, si impara, sono occasioni di riflessione e la convivenza per così tante settimane con i compagni di spedizione ti permette sempre di tornare a casa con le risposte a tanti perchè. Comunque ora sono qui, pronto a ripartire. Eh si, perchè il 21 giugno partirò per il K2 con la mia spedizione “K2 Centenario Creval 2008″ in compagnia di Roberto Manni e Mario Merelli. Mi aspettano due settimane intense di preparativi, per ultimare quanto manca alla partenza. Sarà una nuova avventura: sono pronto e come sempre ce la metterò tutta per tentare di arrivare in cima.Alle spalle ho, anche in quest’occasione, una grande realtà che mi sostiene: il Credito Valtellinese che in occasione della ricorrenza del Centenario di fondazione della banca, ha voluto sostenermi in ques’impresa. E’ il riconoscimento più importante che la mia terra mi ha riservato ed è per me un grande stimolo. Approfitto di questa news per inviare una caro saluto al Direttore Generale Miro Fiordi con il quale sono stato in contatto diretto mentre ero all’Everest: il suo incoraggiamento è stato molto prezioso e gli sono grato. (fonte www.marcoconfortola.it)

lunedì 26 maggio 2008

ALPINISMO: Confortola all'Everest niente vetta


La vetta più alta della Terra senza l’ausilio dell’ossigeno, per Marco Confortola è un obiettivo rimandato. Nella notte tra sabato e domenica è infatti sfumato l’attacco finale dell’alpinista di Valfurva. E con lui, si sono fermati pure Michele Enzio e Silvio “Gnaro” Mondinelli. Tutto ciò lo si è appreso in diretta dal sito internet http://www.montagna.tv/, il portale che ha seguito passo passo questa storica spedizione sull’Everest. Alle due di domenica mattina, al Colle Sud, il vento spirava a 50 chilometri orari e c'erano 24° sotto zero. Condizioni improponibili per un tentativo di vetta senza ossigeno. Se Mondinelli ha subito dato forfait, la voglia di cima per Enzio e Confortola era troppo forte. I due hanno lasciato l’ultimo campo avanzato, avventurandosi nella tormenta seguiti da tre sherpa. Realizzando che la missione era di quelle impossibili, la guida alpina della Valfurva ha ben presto desistito rientrando al campo 4. Enzio, invece, ha rinunciato sull'anticima. Fare la scelta giusta, anche per lui, non è stato facile. Da una parte la vetta, dall’altra la vita. Per fortuna anche il terzo componente della spedizione Share Everest 2008 ha fatto dietro front. Condizioni meteo permettendo, i nostri avrebbero portato sul “tetto del mondo” la bandiera tricolore affidata loro dal Presidente Giorgio Napolitano. Ciliegina sulla torta, dopo avere istallato al Colle Sud la stazione meteo più alta del mondo, sarebbe stato trasmettere in diretta, per la prima volta nella storia, i passi umani a 8.850 metri di quota. Purtroppo, furiose raffiche di vento e temperature inferiori ai venti gradi sottozero hanno smorzato sul nascere il gran finale di un’impresa che è comunque entrata nella storia. «La temperatura continuava a scendere - ha raccontato il capo spedizione Agostino Da Polenza alla giornalista di montagna.tv Sara Sottocornola - anche col sorgere del sole. Il vento la faceva abbassare. Sabato notte sono saliti solo quelli che hanno usato l'ossigeno». Da ricordare che, mentre Enzio tentava la vetta, al campo 4 arrivava lo sherpa con la terza batteria di scorta della stazione meteorologica di Colle Sud. Mondinelli e Confortola, nonostante la delusione, sono usciti e hanno ultimato l'installazione. Enzio è arrivato alle tende a metà mattina ora italiana, per fortuna in buone condizioni. Il gruppo si è quindi riunito e ha cominciato la discesa verso i campi inferiori sfidando un freddo sempre più pungente. «Gli ultimi dati della stazione meteo – ha spiegato Giampietro Verza dalla Piramide - indicavano al Colle Sud 18,5 gradi sottozero con raffiche di vento a 19 metri al secondo. Ciò significa che la temperatura percepita dagli alpinisti era di -35 gradi per l'effetto di raffreddamento del vento (wind chill)». Nonostante le difficoltà, gli alpinisti sono comunque riusciti a mandare le immagini in diretta dal Colle Sud, dove hanno completato i settaggi della stazione meteo che ora è operativa al cento per cento. Video visibili collegandosi a http://www.montagna.tv/. Sfumato il gran finale, Confortola e soci dovrebbero raggiungere in giornata la Piramide e poi ridiscendere sino a Katmandu. Il rientro in Italia è previsto per i primi di giugno. Maurizio

giovedì 1 maggio 2008

ALPINISMO: faccia a faccia con Marco Confortola



Sguardo furbo, capello rasato, sorriso malizioso e orecchino d’ordinanza. Marco Confortola si presenta così, ma dietro tanta spavalderia si cela un uomo ed un alpinista con la sua storia i suoi sogni e le sue paure. Maestro di sci, guida alpina e tecnico del soccorso alpino, lo abbiamo incontrato per voi presso l’aviosuperfice di Caiolo dove presta servizio nell’equipe del 118. Sei nato e cresciuto a Valfurva, praticamente in mezzo alle montagne. Quale è stata, però, la prima uscita alpinistica che ti ricordi? «A 4 anni mio padre mi portò in cima la Cevedale, è stato amore a prima vista – ci ha raccontato -. Poi con il CAI Valfurva ho fatto altre escursioni, ma a 11 anni ricordo ancora la prima volta sulla nord della Cima Piazzi. Ero con Angelo Andreola e su quel ghiaccio vivo avevo una gran “fifa”». Se dovessi parlarci della tua Valle, quali sono gli itinerari più suggestivi? «Per quanto riguarda le scialpinistiche è difficile dirlo. Amo l’inverno, quando una spessa coltre di neve ovatta le cime, i pascoli, i boschi. Il fruscio delle pelli sulla neve è l’unico rumore. Creare la propria traccia dove nessuno è passato soddisfa la mia voglia di avventura, come trovare la giusta meta tra le mille possibili appaga il mio istinto di esplorare. In Valfurva gli itinerari possono essere tranquilli come il Sobretta o grandiosi come il San Matteo, ma il bello dello scialpinismo è che la cima non deve per forza essere lo scopo della gita: spesso mi capita di sceglierla solo per fare una bella sciata in neve polverosa. Qui si ha solo l’imbarazzo della scelta: uno, ad esempio, potrebbe trascorrere una settimana al Branca e fare ogni giorno una cima diversa. D’estate, invece, suggerirei creste aeree e spettacolari come Suldengrat, Beackmanngrat e Hintergrat oppure le 13 Cime. Per chi non è proprio un alpinista provetto, quello che noi consideriamo il “battesimo dei ramponi” è invece la salita al Cevedale. Messa in archivio questa prima ascesa, si passa poi a San Matteo, Tresero e Ortles». Negli ultimi anni le vette di casa sembrano però starti strette. Hai in curriculum ben 5 cime himalayane.. Nel mirino vi sono quindi i 14 “ottomila”? «Sinceramente non lo so. Come ogni alpinista vivo alla giornata. Quello che so è che per me questo è il momento degli 8000. Da tempo subivo il fascino di queste vette. Quando nel 2004 Agostino da Polenza mi ha dato la possibilità di provare l’ascesa a Everest e K2 non c’ho pensato un attimo e ho preso l’occasione al balzo». Oltre ad essere alpinista, credi molto nel potenziale dello sport. Parlaci della tua associazione? «A mio modo di vedere, c'è una stagione per ricevere e una stagione per dare. Lo sport ha avuto un ruolo determinante nella mia vita: mi ha permesso di crescere con valori solidi e improntati. Valori come il rispetto degli altri, il sacrificio e anche la capacità di godere di quello che facevo. Devo questo anche a tutte quelle persone che, quando ero giovane, hanno dedicato tempo, energia e passione per aiutare me e i miei compagni a scoprire lo sport. Per questa motivo oggi, da alpinista conosciuto, voglio poter trasmettere ai ragazzi quella stessa disponibilità e passione che ho ricevuto dagli altri. Questa la ragione per cui nel 2005 è nata l'Associazione “Sport è vita”». Per comunicare con i giovani ti sei saputo proporre in modo mediatico. Ciò ti ha inevitabilmente portato a confrontarti con i media e quindi ad oneri ed onori. Tra tanti complimenti, non sono mancate le critiche. Quest’ultime, quanto ti hanno fatto male? «Come in ogni ambiente c’è chi tifa per te e chi ti rema contro. Posso solo dire che sono sempre stato sincero in ogni cosa che ho detto e fatto. In giro, invece, c’è molta gente invidiosa. Chi mi critica è anche chi vorrebbe che si parlasse di più di montagna per poi saltare addosso a chi lo fa. Questa gente dovrebbe impiegare meglio le proprie energie, e magari fare qualcosa per i giovani che forse è meglio». Già che ci siamo, perché non togliersi qualche sassolino dalle scarpe: cosa pensi di quelli che più che alpinisti amano definirvi “pesta neve”? «Per carattere sono uno che tira dritto per la sua strada. Posso solo dire che con gli sci penso di avere detto la mia. La discesa dall’Ortles, per il momento, l’abbiamo fatta solo in due. Che poi per salire una vetta himalayana non serva essere alpinisti sono solo chiacchiere da bar. Sull’Annapurna ci siamo trovati su una parete verticale e abbiamo istallato una corda fissa con chiodi a 50m. Vorrei vedere molti “boss” della falesia in simile condizioni». Pochi mesi fa hai presentato la tua prossima spedizione. Con il più difficile degli “Ottomila” hai un conto aperto: «Al K2 ci sono già stato ed ho sofferto moltissimo il non essere arrivato in cima. Con la consapevolezza che non sarà facile, questa volta ci riuscirò. Quella montagna, dal basso, l’ho già vista troppe volte. Mi sento particolarmente onorato e orgoglioso per la fiducia che il Credito Valtellinese ripone in me e farò il possibile, mettendo a frutto la mia esperienza e le mie capacità d’alpinista, per portare in cima al K2 il nome della banca di casa». In soli 3 anni hai avuto diverse esperienze himalayane. E’ vero che le vette più gettonate sono vere e proprie discariche a cielo aperto? «La situazione non è più così drammatica. In passato le spedizioni commerciali hanno lasciato montagne di rifiuti, ma fortunatamente le istituzioni locali si sono attivate per ripulire quelle zone. Il governo cinese, ad esempio, paga un tot agli sherpa che riportano a valle il lerciume che trovano lungo la marcia. Nella mia ascesa all’Everest, infatti, mi è capitato di trovare solo due bombole abbandonate». Oltre ai governi anche voi alpinisti vi siete attivati per dare a quella gente e a quelle zone un futuro migliore «Personalmente collaboro con Eco-Himal, un’associazione di volontariato ONLUS creata per promuovere la difesa delle aree himalayane attraverso la cooperazione con le popolazioni che vi abitano. L’idea è di favorire iniziative che possano migliorare le condizioni di vita nelle aree più remote. Ora ad esempio stiamo raccogliendo fondi per comprare delle pecore e dare a questa gente la possibilità di vivere di pastorizia». Maurizio