domenica 6 luglio 2008

CORSA IN MONTAGNA: De Gasperi stravince il testa a testa con Jornet


Kolitza –Balmaseda - Kolitza, Marco De Gasperi c’è. Dopo il successo 2007 con record ai danni del messicano Ricardo Mejia, anche l’astro nascente dello skyrunning internazionale Kiljan Jornet Burgada ha dovuto inchinarsi dinnanzi al sei volte iridato della corsa in montagna. Teatro di questa suggestiva sfida i 12km 3 034m della prestigiosa kermesse basca. Sotto una pioggia battente, il primo a mettersi in gioco è il campione europeo e mondiale FSA. Per lui un 53’15” finale, ben lungi dal 51’29” fatto registrare lo scorso anno dal bormino. Giusto il tempo di tagliare il traguardo e a sfidare crono e intemperie ci ha pensato il campionissimo della magnifica Terra. Tra due ali di folla, De Gasperi è partito a tutta: «Ad ogni mille avevo i riferimenti presi nel 2007 – ci ha confidato nel post race -. Pur partendo forte, al 3° km ero sopra di qualche secondo, ma a preoccuparmi era il tratto di maggior pendenza». Già, perché all’altezza del 6°km la strada diventava un’erta e le abbondanti precipitazioni avevano reso il fondo alquanto insidioso: «Nel testa a testa contro Ricardo ero riuscito a correre, mentre sabato proprio non si stava in piedi. Ho quindi preferito camminare per non sprecare energie inutilmente». Toccato il cippo sommitale, il portacolori della Forestale Roma ha provato a recuperare gettandosi “a tutta” in discesa, ma in men che non si dica si è trovato gambe all’aria: «Ho fatto è proprio un bel volo, ma senza alcuna conseguenza. Ciò mi ha permesso di rialzarmi e continuare nel mio forcing». Mettendo le ali ai piedi, il resto della gara è stata una cavalcata trionfale verso l’ennesimo trionfo. Si, perché con il netto successo sull’idolo di casa e il nuovo primato del percorso – 50’43”- di successo si tratta

SKYRACE: Paolo Gotti vince la 4 Luglio


(Comunicato FSA)“Tempo da lupi” alla Sentiero 4 Luglio. L’edizione 2008 della skyrace camuna verrà infatti ricordata per il nubifragio, con tanto di grandine, che ha accompagnato al traguardo gli ultimi concorrenti della “Maratona del Cielo”. Dopo avere graziato la gara breve, l’acquazzone è coinciso con l’arrivo dei primi concorrenti della seconda tappa di campionato italiano FSA. Per quanto riguarda il circuito tricolore di specialità le maglie di leader sono rimaste a Angela Baronchelli e Paolo larger. Ma andiamo per ordine. Come da pronostico ad incidere il loro nome nella gara breve sono stati il lariano Lele Manzi (2h00’05”) e la valdostana Gloriana Pellissier (2h30’21”). Partendo di gran carriera, il Forestale ha subito fatto selezione, relegando i diretti avversari ad una lotta per il secondo posto. Secondo posto che, sino a pochi km dal termine era saldamente in pugno al morbegnese del Team Valtellina Davide Spini. Peccato che due storte di fila lo abbiano poi relegato sul gradino più basso dietro al soldatino Dennis Brunod. Nella gara in rosa, un podio tutto scialpinistica con Gloriana Pellissier capace di rifilare pesanti distacchi alle inseguitrici Silvia Cuminetti e Raffaella Rossi. Passando alla prova clou, quella valevole come prova di campionato italiano, dopo un forcing iniziale del trentino Paolo Larger, l’iridato a staffetta 2007 Paolo Gotti ha ristabilito le gerarchie presentandosi in solitaria al traguardo di Santicolo. Per lui tempo finale di 4h25’06”. Che gli ha permesso di tenere dietro il duo del team “La Sportiva” Luca Miori e Paolo Larger. Successo targato Valetudo anche al femminile con primo posto ex equo di Pierangela Baronchelli e Corinne Favre in 5h29’05” (da regolamento FSA, tenendo conto dell’anagrafe, il primo posto di giornata andrà però alla skyrunner transalpina). Sul gradino più basso del podio una Emanuela Brizio in netta rimonta sull’altra Valetudo Carolina Tiraboschi.

CORSA IN MONTAGNA: Transpelmo, Claudio Cassi e Martina Brustolon vincono la prima edizione della corsa intorno al Pelmo


Alla Transpelmo si sono presentati in 305 provenienti da tutto il Veneto, putroppo le nuvole hanno lasciato pochi spazi per vedere le pareti del Pelmo, però qualche raggio di sole ha illuminato la partenza di Palafavera. Subito dopo il via dato alle 10 il lungo serpentone si è allungato sui prati che portano sino al rifugio Venezia, Filippo Barizza transita per primo al controllo inseguito da Claudio Cassi e da Mario Scanu, il vigile Olivo Da Prà è in quarta posizione. Per quanto riguarda la categoria femminile l’atleta di casa Martina Brustolon aveva già fatto capire le intenzioni per la giornata. Prima del Rifugio Venezia ha preso testa della gara con un margine più che rassicurante. Il percorso supervisionato dagli uomini del Soccorso Alpino aveva una distanza di circa 16 chilometri con un dislivello positivo di 1050 metri. Dopo il Rifugio Venezia gli atleti hanno dovuto affrontare il tratto più impegnativo del tracciato la salita che porta alla Forcella Val D’Arcia. A metà della salita le nuvole hanno limitato la visibilità, non dando così la possibilità ai concorrenti di ammirare i luoghi che stavano attraversando. Le posizioni di testa allo scollinamento si invertono, Cassi salendo il ghiaione ha preso il largo e con quasi tre minuti di vantaggio a doppiato il giro di boa della gara, alle sue spalle il porta colori dell’Atletica Brugnera Barizza, Olivo Da Prà riprende Mario Scanu ed è terzo. In discesa Mario Scanu si butta a capofitto e guadagna una seconda posizione che mantiene sino al traguardo. Claudio Cassi continua la sua cavalcata verso il traguardo, passa al Passo Staulanza in completa solitudine, gli ultimi chilometri che lo dividono dal traguardo sono quasi una passeggiata defaticante. Il bellunese si presenta sorridente sul rettifilo d’arrivo e prima di essere incoronato con l’alloro rallenta il passo e si gusta il trionfo. Cassi ferma il cronometro in 1.41.16. Scanu riesce a guadagnare ancora qualche decina di secondi sale sul secondo gradino del podio con soli due minuti e diciannove di ritardo. Completa il podio Barizza, metre Olivo Da Prà è quarto. Nella gara femminile la Brustolon procede la sua corsa senza particolare problemi alle sue spalle si giocano le posizioni di rincalzo Stefania Satini, sempre in seconda posizione, Antonia Filippin e Jennifer Linda Sennik. L’atleta di casa taglia il traguardo in 2.06.58, Stefania Satini conferma la seconda posizione mentre Antonia Filippin è costretta a lasciare il passo alla friulana Sennik. Alla gara organizzata da Zoldo Eventi in collaborazione con il Comune di Zoldo Alto, le seggiovie Val Zoldana ed il Camping Palafavera, era presente come testimonial Gianni Poli che partendo un ora prima dei concorrenti ha voluto lui stesso provare la validità del percorso, “sono sicuro – ha detto Poli – che la Transpelmo possa diventare una gara molto importante e con ancora un maggior numero di partecipanti." (Foto e Fonte Areaphoto)

giovedì 3 luglio 2008

CORSA IN MONTAGNA: Ecco i convocati per i prossimi europei

E’ di queste ore la comunicazione ufficiale inviata dalla Fidal con i nominativi degli atleti, tecnici e dirigenti convocati nella squadra nazionale rappresentativa che parteciperà al Campionato Europeo di corsa in montagna che si disputerà a Zell am Harmersbach (Germania) il 12 luglio 2008. Ecco l’elenco completo degli atleti convocati: SENIORES DONNE Elisa Desco (Atletica Valle Brembana), Vittoria Salvini (Atletica Valle Brembana), Mariagrazia Roberti (G.S. Forestale), Cristina Scolari (Atletica Vallecamonica) SENIORES UOMINI Bernard Dematteis (A.S.D. Podistica Valle Varaita), Marco Gaiardo (G.S. Orecchiella Garfagnana), Marco De Gasperi (G.S. Forestale), Gabriele Abate (G.S. Orecchiella Garfagnana) JUNIORES DONNE Sara Bottarelli (Unione Atletica Valtrompia), Clara Faustini (ILPRA Atletica Vigevano) JUNIORES UOMINI Xavier Chevrier (A.P.D. Pont-Saint-Martin), Marco Leoni (G.S. CSI Morbegno), Luca Re (G.P. Legnami Pellegrinelli), Luca Cagnati (Atletica Caprioli San Vito)

CANOA: Europei juniores discesa classica


(Foto www.pizzoscalino.it) Gara classica ieri lungo le rapide di Boffetto. A Piateda gli Europei di discesa junior sono entrati nel vivo regalando grandi emozioni. A contorno di prove sempre più battagliate, quella di ieri è stata giornata di arrivi importanti. Il presidente dell’ECA Albert Woods, infatti, ha raggiunto la Valtellina per assistere alle competizioni. Vivo l’apprezzamento dei vertici internazionali per l’operato svolto dall’Indomita River di Benedetto Del Zoppo. La provincia di Sondrio, dunque, è finalmente divenuta vetrina internazionale. E questa volta grazie alla canoa. Se i consensi sono tutti unanimi, dietro le quinte gran parte del merito va ai numerosi volontari:anche ieri al lavoro oltre 50 persone che hanno garantito la perfetta riuscita della gara. Protezione civile in testa, uomini del S.A.F del Comando di Milano dei Vigili del Fuoco insieme a colleghi provenienti da Lecco, Como e Bergamo, Indomiti e amici del CK 90 di Vercurago si sono coordinati perfettamente per garantire l’assistenza e il soccorso. La portata del fiume? Perfetta grazie a A2A ed Enel che hanno concesso ai canoisti di esprimersi al meglio lungo le rapide di III° e IV° grado di Boffetto. Risultati alla mano, ancora una volta l’Italia è stata vicinissima al podio. Nel K1 maschile il bravissimo Bruno Risso si è dovuto accontentare del quinto posto; 11° invece Alessandro Muratore. A vincere il titolo europeo nella classica è stato il tedesco Bjoern Beerschwenger, 2° il canoista della Repubblica Ceca Martin Kadrle, 3° Mathieu Mayers del Lussemburgo. Ma la grande sorpresa di questa seconda giornata è stato il meraviglioso argento ex equo di Viola Risso e Cristina Bianchi nel K1 femminile. Prima l’inglese Sandra Hyslop e quarta la ceca Radka Valikova. Gli azzurri non si sono accontentati e nel C2 Mattia Potenti e Marco Meucci si sono aggiudicati il bronzo, preceduti dai due equipaggi della Repubblica Ceca di Vaclav Briza e Zdenek Kubat e di Petr Baron e Radomir Fusek. Nel C1, invece, a dettare i tempi sono stati ancora una volta i Cechi che hanno letteralmente monopolizzato il podio

CORSA IN MONTAGNA: Traslaval. Di Vico e Casaro contro i pronostici


Altro temporale nella notte, in Val di Fassa, che non faceva presagire nulla di buono per il mattino, ed invece questa 10.a Traslaval è decisamente baciata dalla fortuna. Cielo azzurro, temperatura frizzante, quello che ci vuole per affrontare una tappa di 10 km che sulla carta non era troppo impegnativa, per non ferire troppo i muscoli in vista del tappone di domani. Partenza ed arrivo a Campitello, con una salita molto tecnica nel bosco che ha fatto la differenza, ma quella che doveva essere una tappa che traghettava gi oltre 400 atleti all’ultimo appuntamento di domani, è stata invece la prima con “sorpresa”. Combattuta, ma monotona nella classifica, la prima fase della Traslaval aveva esaltato le doti dei due leaders, tre volte primi nelle prime tre tappe, Emanuele Zenucchi e Ana Nanu, bergamasco il primo e qualificato maratoneta, rumena la seconda ed ex nazionale di atletica. Zenucchi ci aveva abituato ad un veloce allungo fin dai primi metri, ma stamattina lungo la pista ciclabile il bergamasco sembrava confondersi con gli inseguitori, sembrava insomma voler controllare la situazione. Davanti a menare le danze si è messo subito Cristiano Di Vico al quale probabilmente è venuto il torcicollo, tanto si è voltato indietro a cercare la figura del leader della Traslaval. Ma Di Vico dal primo chilometro in poi si è messo a tirare come un forsennato, e dietro tutti gli altri ad inseguire. Sulla ripida salita nei boschi di Mazzin, con un paio di caprioli a fare da spettatori, i “camosci” della Traslaval hanno iniziato a sfilacciare il gruppo: Di Vico davanti, ad una ventina di secondi Zenucchi, poi gli uomini di alta classifica come Cantanna, Basoli, Dall’Ara e Corsetti accompagnati da Alessandro Vuerich, il quale ha corso solo la prima tappa e quella di oggi, dunque con le gambe un po’ più fresche. Nuova grande prova di Ana Nanu nella gara femminile. Scontato il successo, il riferimento va riportato nell’ordine d’arrivo generale dove si è piazzata 16.a, con un bel gruppone di maschi dietro.

CICLISMO: Il 10 agosto si correrà la Granfondo Charly Gaul


Scalatori a raccolta: il 10 agosto si corre la terza edizione della Gran Fondo Charly Gaul, evento organizzato dall’ApT Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi, in collaborazione con la Elite Bike School Trentino capitanata da Gilberto Simoni. Un ferragosto da trascorrere sul Monte Bondone, l’oasi verde che domina la città di Trento, nonché mèta ambita per gli appassionati delle due ruote. A catalizzare l’attenzione degli amanti del pedale, chiaramente, è la mitica salita Charly Gaul, banco di prova a dir poco probante per uno scalatore che voglia essere chiamato tale. 19 km di salita vera, con una pendenza media del 7% e punte al 10%, da Trento alle Viote del Bondone, sede del traguardo della gara. Salita regolare, ma lunga, quasi interminabile: 38 tornanti, che lo stesso scalatore trentino Gilberto Simoni utilizza come test per avere indicazioni sul personale stato di forma. Salita mitica, resa celebre dalla storica impresa datata 1956 del grimpeur lussemburghese Charly Gaul, il quale raggiunse le vette del Bondone sotto un’autentica tormenta di neve, conquistando tappa e vittoria finale del Giro d’Italia. Salita che sarà inserita in entrambi i percorsi di gara proposti dagli organizzatori della granfondo, ovvero un “lungo” di 124,4 km (2830 metri di dislivello) ed un “medio” di 109 km ( 1545 metri di dislivello). Un’ascesa già di per sé impegnativa ma che, per i corridori del “lungo”, arriverà dopo le non trascurabili fatiche di Passo Santa Barbara (10 km con pendenza media del 10%) e Passo Bordala (decisamente più morbida). Raggiungere i 1650 metri di Vason sarà l’obiettivo di ogni corridore in gara: a quel punto non resterà che lanciarsi nella planata verso il traguardo delle Viote. Il tempo massimo per portare a termine la propria fatica di giornata sarà di 8 ore per il “lungo” e di 6 ore per il “medio”, con nuova partenza da Lagolo e arrivo classico nella verde spianata delle Viote. (Fonte e Foto Newspower)