lunedì 13 ottobre 2008

CORSA IN MONTAGNA: al Trofeo Giugni si confermano Marco De Gasperi e Cristina Scolari


Trofeo Massimo Giugni, ennesimo record di presenze e successi di giornata per il campionissimo bormino Marco De Gasperi e l’altra azzurra della corsa in montagna Cristina Scolari. Passano gli anni, ma quella di Albosaggia si conferma una manifestazione che piace. A dirlo sono i numeri con 189 adulti e 133 giovani. Sui saliscendi orobici, il sei volte iridato di specialità si è subito messo davanti a tirare sgranando il gruppo di testa. Come lui ha fatto la bresciana, super favorita dei pronostici. Alle spalle dei fuggitivi seguivano Alice Gaggi, nella gara in rosa, e il duo Davide Pilatti – Marco Agostini in quella maschile. Con il passare dei chilometri le posizioni si sono via via delineate con De Gasperi ancora una volta sorridente in solitaria al traguardo di castello Paribelli. Per lui riscontro cronometrico di 39’31”. Niente record, dunque, ma un tempo di assoluto rispetto vista la piccola modifica apportata alla prima parte di gara. Modifica apportata per inagibilità di un tratto di percorso. Classifica alla mano, sul podio sono saliti i due bresciani Marco Agostini – 41’13” – e Davide Pilatti – 41’18”-, mentre nella top ten di giornata menzione d’obbligo per le prove di Stefano Sansi, Fikre Tekle, Michele Penone, Alberto Barona, Christian Pizzatti, Enrico Gianoncelli e Maurizio Nobili. Nella prova femminile, dietro la Scolari – 48’28” -, argento e bronzo per le ragazze del Team Valtellina Alice Gaggi - 48’43 –, Raffaella Rossi 51-24”-. Giù dal podio, ma altrettanto bene sono andate Enrica Mattaboni, Serena Piganzoli, Lucia Pianta, Lucia Moraschinelli, Marina Testini, Simonetta Fendoni e Michela Acquistapace.

CORSA IN MONTAGNA: In Sardegna vince ancora Marco Gaiardo


Gaiardo e Roberti, come da pronostici: i due "veterani" azzurri a firmare l'albo d'oro della quindicesima edizione della Mare-Montagna. La Sardegna, insomma, continua a dire bene sia al bellunese dell'Orecchiella Garfagnana, qui già vincitore nel 2007, sia alla bresciana della Forestale, prima invece nel 2006. Un clima quasi estivo ha accolto alcuni dei migliori interpreti della corsa in montagna italiana, ancora una volta scesi a Dorgali per mettersi alla prova su quei sentieri, su quelle strade che dalla spiaggia di Cala Gonone arrivano sino al Comune nuorese, prima alla sua pineta, poi nel suo centro storico. La prova femminile (6150 mt.) vive sulla fuga della Roberti, che in un valido 26'43" (a 21" dal record del percorso, Salvini 2007) per prima giunge al traguardo. Alle spalle è Cinzia Passuello (Vittorio Alfieri Asti) a prevalere per la seconda piazza, distanziata di 33", e nel finale capace di allungare con decisione su Vittoria Salvini (Valle Brembana), che chiude così terza a 38". Giù dal podio si ferma la corsa di Pierangela Baronchelli (Jaky Tech), staccata di 1'08", mentre Ilaria Bianchi (Comense) è quinta a 2'41". Sesta piazza per la migliore delle atlete sarde, Eleonora Bazzoni (Dept Porto Torres), che chiude in 30'42". Sui 10150 metri della prova maschile, è il grande favorito Marco Gaiardo (Orecchiella Garfagnana) ad allungare sin dalle prime battute. Il percorso è quello classico, prevalentemente in salita e con tratti decisamente pedalabili inframezzati da altri invece parecchio più ripidi. Al traguardo, l'azzurro non finisce lontano dal record da lui stesso realizzato nella scorsa stagione (39'56") e con 40'05" tiene a bada un pimpante Marco Rinaldi (Forestale), alla fine staccato di 36". Per il podio, è sfida tra altri due forestali, con il mai domo Davide Milesi (41'32") ad avere la meglio su di un Emanuele Manzi (41'39") alle prese con l'improvviso riacutizzarsi dei postuni della caduta rimediata alla Smarna Gora la settimana precedente. La quinta piazza è di un abituée della prova sarda, Filippo Barizza (Atl. Brugnera, 43'30"), mentre sesto, al piccolo trotto, chiude l'atteso Antonio Toninelli (Atl. Valle Camonica). Settimo è Pietro Brau (Atl. Goceano - 46'05"), che va così a soffiare la palma di migliore degli atleti regionali ad Ignazio Sagheddu (Atl. San Sperate - 46'25"), colui che insieme all'affiatato gruppo della Polisportiva Gonone Dorgali continua con passione, ogni anno, a riproporre la "pazzia" di una corsa in montagna nazionale in Sardegna. (Fotne e Foto corsainmontagna.it)

sabato 11 ottobre 2008

IMPRESE: Dal diario di bordo di Alex Bellini


Francesca-Penelope mi ha soprannominato Elastic man per questo mio su e giu´, tira e molla con il vento. Non vi nascondo che non ne posso piu´, chi mi ha sentito a Caterpillar l´avra´ intuito. Lo so che per arrivare a Sydney dovro´ passare chissa´ quanti momenti cosi´ ancora. Ero pure stato avvisato che ci sarebbe stata questa nuova botta di vento da Sud ed io avevo tutte le migliori intenzioni per non ricascare nel tranello eppure quando ho visto che il vento cominciava a riportarmi a Nord, dopo 3/4 giorni di grandi sforzi per riguadagnare la mia posizione, abbattersi e´ stato inevitabile. Comunque ora va meglio. Continuo a ripetermi che come sono sceso una volta potro´ scendere un´altra e un´altra ancora. Dopo tutto nessuno mi ha mai detto che sarebbe stato facile,no?! Ieri sulla mia strada ho incontrato una colonia d´alto mare di circa 30 uccelli della stessa specie di quella che mi si era posato sul cappello il mese scorso. Molto comici perche´ ho avuto la netta sensazione che mi seguissero. E´ stato insolito per me vedere il mare pieno di questi uccelli dalle mille sfumature (e schiamazzanti), con la testa sott´acqua in cerca di cibo! Non appena li superavo, anche molto vicino, facendo attenzione a non colpirli con i remi (loro erano totalmente assorti nella pesca subacquea che non badavano al mio passaggio), si alzavano in volo e confusamente si spostavano di qualche centinaio di metri piu´ a Ovest proprio come in attesa del mio nuovo passaggio. Molti di loro si sono anche appollaiati sulla cabina a prua (anche 4 per volta) e fatti portare per un bel tratto. Oggi pero´ sono tornarto solo. Sono convinto che di queste visite, d´ora in avanti, ce ne avro´ sempre piu´ spesso. Sono ricomparse le meduse, chi me lo aveva chiesto di recente? In due giorni ne ho viste 3 e tutte della specie Phisalia detta anche Caravella portoghese. Una di queste, come mostra la foto, e´ rimasta impigliata nella cima di recupero dell´ancora galleggiante ed i suoi tentacoli erano cosi´ resistenti che e´ rimasta appesa li´, a penzoloni, per tutta la giornata. Molto, ma molto pericolose.

giovedì 9 ottobre 2008

SCIALPINISMO: tecnici e atleti si confrontano sul caso doping dopo lo scandalo Patrick Blanc


Due anni di squalifica e carriera conclusa con disonore per il campione transalpino Patrick Blanc. A tre mesi dallo scandalo doping che ha investito la Patrouille du Glaciers, è stato quindi ufficializzato ciò che nell’ambiente dello ski alp si sapeva da tempo; l’atleta incriminato per uso di Epo è il nazionale francese più quotato e temuto a livello mondiale. Una bella botta, dunque, per i cugini d’oltralpe e per tutto il movimento. Ciò che in altre discipline come il ciclismo è all’ordine del giorno, in questo sport ha creato un precedente di cui si poteva davvero fare a meno. «E' solo un problema suo, lo scialpinismo è pulito – ha commentato secco Adriano Greco -. Prova ne è che questo sarebbe il primo caso dopo tanti anni di controlli. Se uno sbaglia è giusto prendere provvedimenti, ma i nostri problemi sono altri: non trovo giusto, oggi, spendere troppo tempo, forze e denari a parlare di antidoping, quando la priorità è far crescere la disciplina». Sulla stessa linea anche il su partner di mille battaglie Fabio Meraldi: «Blanc ha sbagliato ed è giusto che paghi scontando la squalifica che gli è stata inflitta e vanificando ciò che di buono aveva fatto in tutti questi anni. Non è giusto però che il suo gesto scellerato infanghi uno sport fatto di sani principi; uno sport a stretto contatto con la natura che ripropone la filosofia di chi ama e vive quotidianamente al montagna». Una visione molto più concreta ce l’ha invece fornita il campionissimo di Cepina Guido Giacomelli: «Alla luce di quanto è successo non me la sento di dire che il nostro è uno sport assolutamente “pulito” e difendere questa mia idea a spada tratta. Mi piacerebbe pensarlo, ma onde evitare delusioni è molto meglio stare in guardia. Invece di nascondere la testa sotto la sabbia, bisogna fare prevenzione educando i giovani e intensificando ulteriormente i controlli. Con test incrociati sangue urine tutti i furbetti di turno avrebbero ben poche chance di farla franca». Linea dura, quindi, per stroncare sul nascere ciò che in altre discipline è divenuta ormai una vera e propria piaga: «Lo ski-alp è uno sport relativamente giovane in costante crescita – ha continuato Giacomelli -. Ogni anno si abbattono record e se ne stabiliscono di nuovi. I motivi sono molteplici: ci si allena in maniera sempre più intensa e specifica. I materiali migliorano e il numero dei praticanti è in cosante aumento. Fare maggiori controlli servirà a fugare qualsiasi dubbio di dolo e a dare maggiore credibilità alle nostre performance». Anche Ivan Murada ha voluto dire la sua su questa delicata quanto spinosa vicenda: «Già, gli sportivi della domenica vedono chi vince e le sue prestazioni cronometriche con diffidenza; questi casi non fanno che gettare ulteriore benzina sul fuoco. Il rimedio? Difficile dirlo, il fatto che sia stato accertato un caso di doping, vuol dire che il problema esiste. Bisogna allora intensificare i controlli, ma nel contempo non fare di tutta l’erba un fascio».


NOTIZIE DALLE AZIENDE: la compressione muscolare di SKINS anche e soprattutto sulla neve


E’ il tema dell’anno. La compressione muscolare è l’argomento che sta animando gli ambienti sportivi e non, perché i benefici di questo abbigliamento di ultima generazione sono stati dimostrati da numerose pubblicazioni medico scientifiche. Infatti studi indipendenti hanno dimostrato l’aumento delle perfomance tra gli atleti che indossavano specifici capi a “compressione muscolare graduata”: la circolazione sanguigna aumenta e di conseguenza viene favorito lo smaltimento dell’acido lattico. Questo principio è stato riassunto da SKINS, azienda australiana tra le prime a credere in questi studi, nel principio BioAcceleration Technology, su cui si basa l’intera collezione. Tutti gli sportivi, anche quelli delle discipline invernali, godranno dei benefici dei capi SKINS: dai fondisti ai discesisti gli atleti attenti all’evoluzione tecnologica apprezzeranno i benefici della linea “snow” di SKINS basata sulla compressione muscolare ingegnerizzata. Quali vantaggi? Gli studiosi hanno riscontrato un aumento del ritorno venoso che può raggiungere valori persino del 31% con conseguente riduzione dell’indolenzimento dei muscoli nel post-esercizio e un’eliminazione più rapida dell’acido lattico. Inoltre, si è rilevato un incremento della resistenza pari al 14-15% e lo sviluppo della forza e della potenza fino al 10%: il primo beneficio verrà apprezzato dagli atleti dello sci nordico mentre l’incremento della forza e potenza sarà a tutto vantaggio dei protagonisti dello sci alpino. A questi dati di laboratorio, vanno sommati altri vantaggi dell’abbigliamento SKINS come il controllo della temperatura corporea e il sistema wicking, che espelle l’umidità della pelle mantenendola asciutta. In questo caso l’abbigliamento SKINS si comporta come un eccellente underwear sportivo. Inoltre, grazie ai capi a compressione muscolare graduata prodotti da SKINS si è potuta notare una significativa riduzione delle vibrazioni muscolari che notoriamente creano della dispersione di potenza, oltre a infortuni di varia entità. Anche d’inverno, dunque, se i muscoli dell’atleta vengono “fasciati” in capi forzatamente avvolgenti potranno aumentare le prestazioni atletiche del soggetto, il tutto tramite pantaloni e maglie di tutte le forme, con pantaloni fuseaux lunghi, corti, trequarti e maglie con maniche lunghe, corte e canotte. Numerosi atleti degli sport invernali testimoniano i vantaggi dell’abbigliamento SKINS e tra questi spicca Michael Milton, l’atleta australiano che in carriera ha conquistato ben 11 medaglie alle Paraolimpiadi Invernali, di cui 6 d’oro. (Per informazioni al pubblico www.skins.net)

CORSA IN MONTAGNA: Presentato alla stampa il Trofeo Vanoni 2008


Si è tenuta a Morbegno la conferenza stampa di presentazione di una delle gare di corsa in montagna più blasonate del mondo: il Trofeo Vanoni, la gara internazionale top di corsa in montagna a staffetta inserita nel calendario WMRA, da tutti apprezzata per la bellezza del percorso, la qualità e la quantità dei partecipanti, il calore del pubblico, il clima di amicizia e passione che si respira. La 51ª edizione verrà organizzata il 26 ottobre p.v. dal G.S. CSI Morbegno IVC Rovagnati, secondo il collaudato programma che prevede la gare nella giornata di domenica partendo con il 31° Minivanoni riservato ai giovani alle ore 9.00, il 25° Vanoni femminile individuale per il settore assoluto femminile alle ore 11.00 ed il 51° Trofeo Vanoni a staffetta per il settore assoluto maschile alle ore 14.00, preceduto alle 13.30 dalla deposizione della corona al monumento dei caduti. L’intensa giornata agonistica si concluderà alle ore 17.30 con le premiazioni nella palestra in piazza S. Antonio. La vigilia di gara prevede altri tre importanti momenti: l’inaugurazione della via Llanberis (la cittadina gallese gemellata da 4 anni con Morbegno, gemellaggio nato proprio grazie al Trofeo Vanoni), la S. Messa celebrata alle ore 18.00 nella Collegiata di S. Giovanni Battista ed il convegno d’aggiornamento tecnico “La corsa in montagna e i giovani”, organizzato in collaborazione con il CONI Sondrio e la Fidal Sondrio, alle ore 16.00 presso l’aula magna delle scuole medie “Vanoni” con due esperti relatori come Raimondo Balicco e Piergiorgio Chiampo. Una due giorni veramente ricca che coinvolgerà non solo i 700 atleti attesi, ma l’intera città di Morbegno, i numerosi appassionati di corsa in montagna ed i giovani dell’Oratorio che proporranno la 23ª Castagnata nel centro storico del capoluogo della bassa valle.

IMPRESE: Dal diario di bordo di Alex Bellini


Si chiude oggi la mia 33esima settimana di navigazione, una tra le peggiori sicuramente. Con questa giornata, pero´, sono riuscito a riguadagnare il parallelo che avevo lasciato mercoledi´ scorso per quella scampagnata indesiderata verso i mari del Nord. Un giorno spero di aver occasione di parlarvi piu´ approfonditamente di quei 2/3 giorni d´inferno in cui sono stato trascinato verso Nord. Vi sembrera´ un´esagerazione -direte "Tutto sto can can per un po´ di sada in piu´!"-, ma in quei momenti in cui la barca sembrava inarrestabile nella sua corsa io avevo perso completamente le speranze di raggngere l´Australia. Mi vedevo gia´ verso Papua Nuova Guinea o chissa´ dove altro. E´ stato faticosissimo scendere di quelle 70 miglia perse soprattutto a causa, ancora una volta, delle correnti che ogni 2/3 giorni invertono la direzione obbligandomi a proseguire con le unghi e con i denti. Sono ormai oltre 30 giorni che ho a che fare con questo brutto mare e se all´inizio credevo fossero condizioni circoscritte all´area intorno a Tonga, ora, sempre di piu´, temo che non me ne liberero´ fino a raggiungere la costa australiana dove intercettero´ la forte corrente verso Sud. Ieri sono passato a sole 5 miglia da Ceva I Ra un isolotto corallino di soli 600 mt di diametro e credevo che fosse la giornata fortunata per incontri con esseri umani, invece non ho visto nessuno. Sono passati ormai 3 mesi dal primo ed unico -fino ad ora- incontro fatto al largo della Ponesia con i pescatori tahitiani. Se ripenso a quel giorno mi sembra sia passata un´eternita´. Bhe´..in effetti 90 giorni lo sono quasi, un´eternita´. (continua su www.alexbellini.it)